Lastre per guarnizione

Le lastre per guarnizioni esenti amianto GAMBIT AF rappresentano materiali moderni destinati ad essere tranciati per la realizzazione di guarnizioni tecniche idonee a varie pressioni e temperature che possono entrare in contatto con diverse sostanze tecniche. Sono composte da fibre aramidiche di alta qualità, da fibre e riempitivi inorganici selezionati e da elastomeri idonei alle condizioni di lavoro stabilite. Il procedimento altamente specializzato di calandratura dei fogli, che viene eseguito rispettando i requisiti ISO 9001, garantisce che i parametri tecnici stabiliti siano mantenuti ad alto livello. Le giunture GAMBIT AF hanno parametri tecnici che soddisfanno i requisiti della maggior parte degli impieghi. Nelle situazioni, in cui le condizioni di lavoro non permettono di utilizzare la lastra GAMBIT AF, proponiamo le lastre in base alla grafite in espansione, al vermiculite in espansione oppure al PTFE. Tutti questi prodotti sono affidabili e di altissima qualità.

Scegliendo il materiale della guarnizione per una data applicazione occorre considerare tanti elementi, tra i quali i piu importanti sono: la temperatura e la pressione di lavoro, il tipo di impiego e la tipologia del materiale che compone la giunzione. Ci sono anche altri fattori che incidono sull'efficacia della guarnizione come p.es. la ciclicità di lavoro, le vibrazioni meccaniche, l'accuratezza dell'assemblaggio oppure le condizioni tecniche delle flange. I dati e i diagrammi T-P (temperatura-pressione) citati nel presente catalogo permettono di scegliere la lastra che rispetta al meglio i requisiti delle condizioni di lavoro di quella determinata giunzione. Occorre considerare il fatto che il punto di lavoro dovrebbe posizionarsi nell'apposita area del diagramma. Questo non significa che, in alcuni casi, il funzionamento efficace della guarnizione nei parametri fuori diagramma sia impossibile; in tal caso bisogna comunque consultare un tecnico oppure effettuare una prova di funzionamento. Affinchè un sigillante possa funzionare in maniera stabile e per un periodo lungo, è indispensabile rispettare alcuni requisiti relativi alle flange, ai viti e al modo di assemblaggio. La condizione chiave e comunque quella di garantire che le flangie a contatto siano piatte e parallele. Solo in tal caso è possibile ottenere su tutta la superficie sigillata i fissaggi di assemblaggio maggiori rispetto a quelli richiesti dalle procedure di calcolo e nello stesso tempo, che non superino le sollecitazioni di rottura della guarnizione nelle condizioni di lavoro. Comunque, in condizioni di assemblaggio in tanti casi non è possibile utilizzare chiavi dinamometriche. In tal caso suggeriamo di produrre una forza di fissaggio tra le flangie in maniera tale che la guarnizione sia compressa di 8-10% dello spessore iniziale. Nella maggior parte dei casi tale fissaggio è sufficiente per rendere la giunzione perfettamente ermetica senza causare un danneggiamento alla struttura della guarnizione. Allo stesso scopo è consigliato utilizzare sull'intera giunzione delle viti uguali, con buone condizioni tecniche e rivestite con un buon lubrificante. Il materiale con il quale la giuntura in lastre viene prodotta è un composto di sostanze organiche ed inorganiche. Può funzionare correttamente ed efficacemente in temperature che non sono raggiungibili da alcuni suoi componenti. Occorre comunque tenere presente la specificità del materiale, i suoi punti forti e quelli deboli. Tutte le guarnizioni di con giuntura in lastra di aramide e gomma si induriscono con temperature superiori a 200 °C. Le lastre GAMBIT AF si mantengono buone anche in condizioni simili, considerata la sufficiente elasticità per compensare i movimenti termici delle flangie negli intervalli di temperatura consigliati nel presente catalogo. Questa è la condizione base per mantenere la tenuta del sigillante, soprattutto nel caso di applicazioni esposte a cicli termici.

Un'altra variabile molto importante da considerare per le lastre di aramide e gomma in temperature superiori a 380 °C è il fenomeno dell' ossidazione. In seguito ad essa, l'elastomero che unisce la lastra brucia. Per evitare tale fenomeno è necessario isolare il componente di elastomero dall'impatto chimico sia da questo sigillato sia dall'ossigeno dell'ambiente. Tale scopo è di solito raggiunto in due modi. Il primo con l'apposita struttura della flangia, p.e. chiavetta-aletta oppure sporgenza-scanalatura. Il secondo con la protezione del bordo della guarnizione mediante un pezzo di metallo. Tale protezione deve essere eseguita in modo tale da proteggere il materiale di composito dall'accesso di un dato fattore, permettendo nello stesso tempo che l'insieme reagisce ai movimenti termici e alle vibrazioni della giunzione a flangia. In tal caso, la protezione svolge più funzioni: rinforza la guarnizione meccanicamente e protegge il materiale di composito della guarnizione dall'impatto chimico. Una giunzione per flangia correttamente costruita con una guarnizione appositamente scelta e montata in maniera corretta permette di mantenere la tenuta per un lungo periodo di utilizzo

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